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Tecniche di autopsia del workout: come revisionare le sessioni

a kettle and two red dumbs on a green field
Foto Renaldo Matamoro su Unsplash

Tecniche di autopsia del workout: come revisionare le sessioni

L’“autopsia del workout” è una pratica di analisi post-sessione che permette di comprendere cosa è andato bene, cosa è migliorabile e come ottimizzare le future sedute. Non si tratta di pentirsi degli errori, ma di costruire un modello di allenamento basato sui dati, sull’osservazione e sull’esperienza personale. In quest’articolo esploreremo un approccio strutturato per revisionare le sessioni di allenamento, con strumenti pratici, metriche chiave e azioni concrete da implementare. L’obiettivo è aumentare l’efficacia degli allenamenti, ridurre il rischio di infortuni e accelerare i progressi.

Prepararsi all’autopsia: cosa raccogliere prima di analizzare

Una revisione efficace parte dalla qualità dei dati. Prima di sederti a valutare una sessione, assicurati di avere una base solida.

Dati quantitativi fondamentali

  • Volume di allenamento: numero di set, ripetizioni, carico (in kg o in percentuale del massimale) per ogni esercizio.
  • Intensità percepita: utilizza una scala RPE (ad es. 1–10) o una stima di %1RM quando possibile.
  • Durata e densità: tempo totale di sessione, pause tra set, densità di lavoro (tempo attivo vs tempo recupero).
  • Prestazione operativa: tempi di esecuzione, velocità media, distanza coperta o numero di ripetizioni vicine al limite.
  • Carico di allenamento aggregato: somma dei volumi ponderati, oppure metriche standardizzate come TSS (Training Stress Score) se usi piattaforme che le calcolano.

Dati qualitativi utili

  • Sensazioni soggettive: livello di fatica al risveglio, sonno, stress, alterazioni dell’umore.
  • Benessere e recupero: qualità del sonno, appetito, frequenza di infortuni o influenza leggera.
  • Contesto esterno: carico lavorativo, stress familiare, eventuali infortuni pregressi.

Strumenti utili

  • Diario di allenamento o app dedicata per loggare serie, ripetizioni, carico e sensazioni.
  • Wearable o HR-monitor: frequenza cardiaca a riposo, HRV, tempi di recupero.
  • Video o note visive: registrazioni delle esecuzioni e commenti personali.

Avere una traccia coerente facilita l’analisi e riduce l’interpretazione soggettiva durante la revisione.

Tecniche di analisi dei dati: cosa guardare nel dettaglio

Una volta raccolti i dati, passa all’analisi. Ecco un insieme di metriche e approcci utili per una autopsia efficace.

KPI chiave per la revisione

  • Volume totale per settimana e per blocco: confronta con i cicli precedenti.
  • Intensità media: media di RPE, oppure peso medio sollevato per esercizio.
  • Carico di lavoro: prodotto tra volume e intensità per ciascun esercizio; aggregato per sessione o settimana.
  • densità di allenamento: rapporto tra tempo attivo e tempo di recupero.
  • Rendimento rispetto agli obiettivi: confronto tra i target (PR, tempo, velocità, ripetizioni) e le prestazioni reali.

Analisi delle tendenze e del carico

  • Andamento settimanale: grafici di volume, intensità e recupero su 4–12 settimane per identificare trending e plateau.
  • ACWR (acute to chronic workload ratio): acute load (carico degli ultimi 7 giorni) diviso per chronic load (carico delle ultime 28–42 giorni). Indicatore utile per anticipare sovraccarico o undertraining, ma va interpretato con cautela e contestualizzato.
  • Monotonia e strain: monotonia = media settimanale del carico divisa per la deviazione standard quotidiana; strain = monotonia × carico settimanale. Valori elevati possono indicare stanchezza e necessità di variazione nel programma.

Analisi biomeccanica e tecnica

  • Esecuzione tecnica: valuta video registrati per postura, allineamento, traiettorie e controllo del movimento.
  • Simmetria e compensazioni: dolore o asimmetrie ricorrenti, compensazioni di caviglia, ginocchio o anca.
  • Tempo di fissazione e controllo del ritmo: verifica se il controllo temporale tra fasi di movimento è coerente con gli obiettivi.

Abbinare dati oggettivi e soggettivi

  • Area di confine critica: confronta sensazioni (stanchezza, dolore, sonno) con variazioni di carico e tecnica.
  • Evidenze di progresso: se l’obiettivo è aumentare forza, cerca leggere tendenze positive in carico e velocità di esecuzione; se l’obiettivo è resistenza, guarda la capacità di mantenere intensità nel tempo.

Tecniche pratiche per revisionare una sessione: passi chiave

Qui trovi una guida pratica, passaggio dopo passo, per trasformare i dati in interventi concreti.

1) Raccogli e organizza i dati della sessione

  • Rilega set, ripetizioni, carico per esercizio, tempo di recupero e RPE.
  • Annota eventuali segnali soggettivi (dolore, fatica eccessiva, mancata esecuzione).
  • Se possibile, sincronizza i dati con video della sessione.

2) Valuta l’esecuzione tecnica

  • Osserva la postura di spalle, bacino, ginocchia e piedi durante i movimenti chiave.
  • Identifica compensazioni comuni: compressione vertebrale, adduzione eccessiva del ginocchio, devianze di traiettoria.
  • Verifica la gestione del tempo: tempi di eccentrica, isometria e concentrica allineati agli obiettivi (forza, potenza, controllo motorio).

3) Collega obiettivo e risultato

  • Confronta i risultati reali con gli obiettivi stabiliti (PR, tempo target, distanza, velocità).
  • Se i target non sono stati raggiunti, chiediti se è una questione di intensità, volume o tecnica.

4) Analizza il carico e la risposta del corpo

  • Controlla l’andamento del volume e dell’intensità: ci sono aumenti rapidi o carichi inadeguati?
  • Valuta ACWR, monotonia e strain per capire se si sta entrando in un periodo di sovraccarico o di mancanza di stimolo.
  • Considera recupero: sonno, alimentazione, gestione dello stress e frequenza di allenamento.

5) Identifica azioni correttive mirate

  • Modifiche di tecnica: cambi di presa, angolazioni o ritmo per ridurre compensazioni.
  • Parametri di allenamento: modulare volume, intensità, densità; introdurre settimane di scarico o di consolidamento.
  • Biomeccanica e mobilità: lavori di mobilità articolare o rinforzo di muscoli chiave per permettere esecuzioni più sicure.
  • Varietà e stimolo: inserire varietà di esercizi o SLA (sprint, resistenza, potenza) per bilanciare carico e recupero.

6) Testa le ipotesi in una nuova sessione

  • Applica le modifiche in modo controllato e valuta se c’è miglioramento senza aumentare rischi.
  • Ripeti l’analisi dopo 1–2 settimane o al termine del nuovo ciclo per confermare l’efficacia.

7) Documenta e monitora

  • Aggiorna il diario con le azioni intraprese e i risultati osservati.
  • Imposta obiettivi concreti per la prossima revisione e pianifica check-point regolari.

Esempi pratici: come potrebbe applicarsi in scenari reali

  • Caso A: noti dolore al ginocchio durante squat ad alta intensità

    • Autopsia: video mostra discendenza eccessiva in flessione urlata del ginocchio con scarico insufficiente su caviglia e core debole.
    • Azioni: rafforzamento del core, miglioramento della mobilità di caviglia, tempo di esecuzione più lento (tempo controllato di 3–0–1 per le ripetizioni), ridurre volume in settimana, aggiungere movimenti di squat a stacchi progressivi.
    • Follow-up: riesegui una sessione dopo 2 settimane e valuta se il dolore si attenua.
  • Caso B: high tempo di esecuzione e bassissima variabilità tra le sessioni di sprint

    • Autopsia: carico settimanale costante ma con bassa varietà di stimolo; monotonia elevata.
    • Azioni: introduci variazioni di sprint (brevi scatti, sprint in salita, work-to-rest diverso), alterna giorni ad alta intensità con giorni di potenziamento tecnico a ritmo moderato, verifica la qualità del recupero.
    • Follow-up: analizza miglioramenti di velocità e incremento di efficienza tecnica nelle settimane successive.

Strumenti e risorse utili per l’autopsia del workout

  • Piattaforme di tracking e analisi:
    • TrainingPeaks, Final Surge, Strava for training data.
  • Analisi tecnica e biomeccanica:
    • App di video analisi come Hudl, Coach�s Eye, Dartfish, o funzionalità integrate in alcune app di coaching.
  • Monitoraggio recupero e fisiologia:
    • HRV e HR a riposo (Apple Health, Garmin Connect, Oura Ring, WHOOP).
  • Diario di allenamento e gestione obiettivi:
    • App di diario personale o fogli di calcolo semplici per tracciare obiettivi, sensazioni e progressi.
  • Consigli pratici:
    • Mantieni una frequenza di revisione regolare (settimanale o bisettimanale).
    • Usa un formato di report semplice: KPI chiave, osservazioni principali, azioni da intraprendere.
    • Ricorda che i dati guidano la decisione, ma l’esperienza e la sensazione soggettiva non vanno mai perse di vista.

Riepilogo

  • L’autopsia del workout è una pratica strutturata di revisione post-sessione che combina dati quantitativi, informazioni qualitative e osservazioni biomeccaniche per migliorare allenamenti, prevenire infortuni e accelerare i progressi.
  • Raccogli dati in modo sistematico: volume, intensità, tempo, recupero, sensazioni e contesto. Usa video per valutare tecnica e controllo motorio.
  • Analizza in chiave KPI: carico, volume, intensità, densità, ACWR, monotonia e strain. Integra elementi biomeccanici e di performance per avere una visione olistica.
  • Applica azioni correttive mirate: modifica tecnica, ottimizzazione del carico, introduzione di varietà e lavori di mobilità, test successivi per convalidare le ipotesi.
  • Documenta, monitora e ripeti: una revisione costante crea un ciclo di miglioramento continuo che porta a evoluzione sostenuta, minori infortuni e risultati tangibili.

Seguendo questo schema di autopsia delle sessioni, potrai trasformare ogni allenamento in un’occasione di apprendimento e miglioramento concreto. Se vuoi, posso proporti un modello di report settimanale da compilare per facilitare la tua revisione.