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Strategie di integrazione per recupero energetico

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Foto Sandeep Kr Yadav su Unsplash

Strategie di integrazione per recupero energetico

In un contesto caratterizzato da costi energetici volatili e crescente attenzione alla sostenibilità, le strategie di integrazione per il recupero energetico rappresentano una leva chiave per ridurre i consumi, migliorare l’efficienza degli impianti e abbattere le emissioni. L’idea centrale è valorizzare l’energia che altrimenti verrebbe sprecata, integrando diverse fasi di produzione, sistemi di raffreddamento e reti utility in un flusso energetico coerente e ottimizzato. Questo articolo esplora approcci, strumenti e buone pratiche per implementare con successo strategie di integrazione del recupero energetico in diversi contesti industriali e non solo.

Introduzione

Il recupero energetico consiste nel catturare e riutilizzare parte dell’energia presente nei processi o nei sistemi di un impianto, riducendo la domanda di energia esterna e migliorando l’efficienza globale. Le strategie di integrazione mirano a creare reti energetiche interne, dove calore, freddo ed elettricità si scambiano in modo efficiente. L’obiettivo è massimizzare il riutilizzo dell’energia residua, minimizzare gli sprechi e, di conseguenza, abbattere costi operativi e impatti ambientali.

Queste pratiche sono applicabili in moltissimi settori: manifatturiero, chimico, alimentare, edilizio, ospedaliero, data center e utilities. L’approccio non è solo tecnico, ma richiede anche una dimensione manageriale e finanziaria per assicurare investimenti, incentivi e conformità normativa.

Contesto del recupero energetico

Definizione

Il recupero energetico è l’insieme di attività volte a catturare, convertire o riutilizzare l’energia che, altrimenti, verrebbe dissipata o dispersa durante i processi industriali o i sistemi di servizio. Può riguardare calore, freddo, energia elettrica o energia meccanica convertita in forma utili per altre fasi del processo produttivo. L’obiettivo è avvicinare la domanda energetica all’offerta interna, riducendo la dipendenza da fonti esterne e migliorando l’efficienza energetica complessiva.

Settori di applicazione

  • Manifatturiero e chimico: scambio di calore tra processi ad alta temperatura e fasi a temperatura inferiore, recupero di calore da scarti di reazione.
  • Raffreddamento e condizionamento: riutilizzo di calore rilasciato da sistemi frigoriferi o di climatizzazione per pre-riscaldare acqua o aria.
  • Edilizia e ospedale: sistemi di teleriscaldamento/telecooling, scambiatori tra reti e impianti HVAC.
  • Utility e servizi pubblici: cogenerazione, trigenerazione, sistemi di recupero da impianti di trattamento acque reflue o rifiuti.
  • Data center: recupero di calore dai frigoriferi per riscaldare ambienti o acque ausiliarie.

Strategie di integrazione per recupero energetico

Strategie tecnologiche

  • Recupero di calore da processo

    • Impiego di scambiatori di calore ad alta efficienza (piastre, a piastre compensate).
    • Progettazione di reti di scambio termico che collega fasi ad alta temperatura con fasi a bassa temperatura, riducendo la domanda esterna.
    • Sistemi di intercettazione del calore residuo da torri di raffreddamento o vasi di condensazione per preriscaldare liquidi o acqua di processo.
    • Controlli avanzati e monitoraggio in tempo reale per massimizzare le corrette superfici di scambio e minimizzare la perdita di carico.
  • Cogenerazione (CHP) e trigenerazione

    • Generazione combinata di elettricità e calore a partire da una singola fonte di energia, aumentando l’efficienza integrata rispetto a produzione separata.
    • Integrazione con sistemi di raffreddamento per ottenere anche energia frigorifera (trigenerazione) in climi moderati o freddi.
    • Studio di potenziale per l’abbinamento tra quella che può essere una domanda di picco energetico e una produzione continua di energia termica ed elettrica.
  • Recupero di energia elettrica e termica

    • Recupero da sistemi di raffreddamento industriale o da pompe di calore per generare calore o freddo riutilizzabile all’interno dell’impianto.
    • Utilizzo di turbine a gas micro o generatori a recupero di calore residuo per convertire flussi di gas caldi in elettricità ausiliaria.
    • Impiego di sistemi di accumulo energetico termico o elettrico per gestire la variabilità di produzione e domanda.

Strategie di integrazione di processo

  • Integrazione di impianti

    • Progettazione di reti energetiche interne detti Heat Recovery Networks (HRN) che collegano fonti di calore di scarto con carichi che necessitano di calore.
    • Analisi pinch per individuare i massimi recuperi possibili tra bande di temperatura compatibili, riducendo la necessità di riscaldamento esterno.
    • Layout e pianificazione di impianti in grado di ridurre le perdite di energia, ottimizzare i flussi e semplificare la logistica dei fluidi.
  • Pianificazione energetica aziendale

    • Implementazione di sistemi di gestione energetica ISO 50001 per monitorare consumi, impostare obiettivi e tracciare progressi.
    • Forecasting della domanda energetica e modulazione della produzione in funzione delle fonti di energia disponibile e dei costi.
    • Formazione del personale e gestione operativa per mantenere prestazioni elevate nel tempo.

Strategie di integrazione finanziaria e normativa

  • Incentivi fiscali e sovvenzioni

    • Incentivi per l’installazione di sistemi di recupero energetico: crediti d’imposta, sgravi fiscali, tariffe incentivanti per la cogenerazione o trigenerazione, contributi a fondo perduto per progetti di efficienza energetica.
    • Modelli di finanziamento verdi: leasing energetico, prestiti a basso interesse, accordi di performance energetica (ESAs) che ripagano l’investimento tramite risparmi sui costi energetici.
  • Normative e standard di sostenibilità

    • Conformità a normative nazionali ed europee sull’efficienza energetica e sull’impronta ambientale.
    • Adozione di standard internazionali come ISO 50001 per la gestione energetica e norme di sicurezza e affidabilità per impianti di recupero.
    • Considerazione delle politiche di procurement sostenibile e dei requisiti di etichette ecologiche nei contratti con fornitori e clienti.

Benefici e metriche di successo

  • Riduzione dei consumi energetici e dei costi operativi
    • Meno energia acquistata dall’esterno, migliore resilienza dei costi e riduzione dell’esposizione alle oscillazioni dei prezzi energetici.
  • Miglioramento dell’efficienza energetica
    • Aumento dell’intensità energetica positiva e della quota di energia recuperata rispetto all’energia di processo.
  • Riduzione delle emissioni e sostenibilità ambientale
    • Diminuzione delle emissioni di CO2 equivalente, miglioramento della performance ambientale complessiva e possibile accesso a certificazioni verdi.
  • Affidabilità e resilienza degli impianti
    • Minor dipendenza da fonti esterne, maggiore stabilità operativa e possibilità di programmazione di manutenzione.
  • KPI comuni
    • Risparmio energetico annuo (in MWh o tep).
    • Riduzione delle emissioni (CO2e).
    • Payback period e ROI sugli investimenti in recupero energetico.
    • Intensità energetica (energia per unità di prodotto).
    • Disponibilità degli impianti e OEE (Overall Equipment Effectiveness) migliorata nelle aree interessate dal recupero.

Casi di studio o esempi reali

Settore manifatturiero

Un impianto chimico di medio grado complessità ha implementato una rete di recupero di calore che collega i reattori ad alta temperatura con scambiatori vicini a temperature inferiori. Grazie all’analisi pinch e all’installazione di scambiatori a piastre ad alta efficienza, è stato possibile recuperare una frazione significativa del calore di processo. L’intervento ha portato a una riduzione del consumo energetico primario di circa il 15-25% annuo, con payback di 4-6 anni a seconda del mix energetico e dei costi di capitale. Inoltre, l’azienda ha integrato un sistema di cogenerazione capace di fornire sia elettricità sia calore per la fase di distillazione, aumentando l’efficienza complessiva dell’impianto di produzione.

Settore edilizio

In un complesso residenziale-commerciale, l’implementazione di un sistema di teleriscaldamento/teleraffreddamento integrato con una rete di scambio termico tra edifici ha consentito di riutilizzare il calore rilasciato dai data center e dai sistemi HVAC durante la stagione estiva per preriscaldare acque di ingresso o fornire raffreddamento ausiliario. L’intervento ha ridotto notevolmente i costi di gestione energetica del complesso, migliorando al contempo le prestazioni ambientali e ottenendo una certificazione di sostenibilità per l’edificio.

Riepilogo finale

  • L’integrazione per il recupero energetico è una strategia chiave per ridurre i costi, aumentare l’efficienza e abbattere le emissioni, sfruttando energia che altrimenti verrebbe sprecata.
  • Le strategie tecnologiche includono recupero di calore da processo, cogenerazione/trigenerazione e recupero di energia elettrica e termica, supportate da controlli e monitoraggio avanzati.
  • Le strategie di integrazione di processo puntano a una gestione olistica: HRN, analisi pinch, layout ottimizzato e pianificazione energetica con ISO 50001.
  • Le dimensioni finanziarie e normative sono fondamentali: incentivi, modelli di finanziamento verdi e conformità a norme ed etichette di sostenibilità.
  • I benefici includono riduzione dei consumi, minori costi, riduzione delle emissioni, maggiore affidabilità e KPI come payback, ROI e intensità energetica migliorata.
  • I casi di studio dimostrano che, con una progettazione attenta e una gestione efficiente, è possibile ottenere risultati significativi in settori diversi, dal manifatturiero all’edilizio.

Se vuoi, posso adattare questo articolo a un settore specifico o aggiungere esempi numerici e riferimenti a normative nazionali e internazionali pertinenti al tuo mercato.